KINESITERAPIA

Kinesiterapia significa terapia del movimento ed è un trattamento che viene fatto a seguito di immobilizzazioni prolungate (ingessature e applicazione di tutori), di interventi chirurgici, di traumi, per i quali l'articolazione ha difficoltà a svolgere i normali movimenti e le naturali capacità fisiologiche risultano limitate, anche a livello muscolare.


La kinesiterapia è efficace anche nei casi di malattie delle articolazioni, in quanto permette una normale attività delle articolazioni e dei legamenti, che altrimenti andrebbero lentamente a bloccarsi. 

Inoltre apporta benefici all'apparato respiratorio, alla circolazione sanguigna ed al metabolismo, contribuendo alla prevenzione di patologie più gravi ed a migliorare quelle già esistenti. 

Si è dimostrata utile anche in gravidanza, come preparazione al parto e nel postpartum per riattivare il tono muscolare dell'addome e della zona pelvica. 


La kinesiterapia oltre a migliorare la salute agisce anche sul benessere, nel caso in cui venga utilizzata per sciogliere la tensione muscolare procurata dallo stress.


La kinesiterapia è efficace se viene effettuata con regolarità e per un periodo piuttosto prolungato. 

Questo tipo di terapia spesso è associato ad un trattamento di massoterapia, utile per riattivare la circolazione sanguigna della pelle e dei muscoli e per eliminare eventuali edemi e versamenti. 


La kinesiterapia può essere praticata ad ogni età. 

Un efficace trattamento chinesiterapico completo ha una durata di circa 3 mesi, con la frequenza di due sedute settimanali di circa 30 minuti ciascuna e con l'impegno per il paziente di seguire specifici esercizi ogni giorno a casa propria. 

Al termine della terapia è consigliato continuare a fare gli esercizi, per conservare il proprio benessere.

Distinguiamo una kinesiterapia passiva, in cui i vari movimenti vengono fatti svolgere all’organismo da una forza esterna ed una kinesiterapia attiva, in cui è l’organismo stesso che deve produrre, attraverso il suo apparato muscolare, l’energia necessaria alla realizzazione degli esercizi.

Le tecniche della kinesiterapia attiva includono esercizi di movimento liberi, esercizi in compagnia dell’istruttore di ginnastica, esercizi agli attrezzi su impianti fissi (ad es. la spalliera) o con attrezzi mobili (ad es. le bacchette) e la kinesiterapia subacquea che ottiene il massimo rendimento dalle azioni meccaniche e termiche dell’acqua.

La kinesiterapia passiva viene generalmente eseguita dal medico curante, da un fisioterapista o da un infermiere specializzato e consiste principalmente in cambiamenti di posizione degli arti e in movimenti passivi delle estremità del paziente, dosati gradualmente.

L’importanza di questa tecnica terapeutica, già conosciuta ai tempi dei greci, è andata sempre più diffondendosi negli ultimi anni, in quanto l’evoluzione della società moderna ha determinato una progressiva riduzione dell’attività fisica da parte delle persone. Inoltre, la benefica influenza che essa esercita sull’attività respiratoria, sulla circolazione sanguigna e sul metabolismo fisico è di per se stessa un’ottima prevenzione contro molte delle patologie croniche contemporanee.

Anche dopo un intervento chirurgico la kinesiterapia si dimostra di particolare utilità. Infatti la semplice esecuzione di alcuni movimenti come la rotazione dei piedi e di tutti gli arti inferiori, estensioni muscolari e leggeri movimenti di flessione ed estensione degli arti sono un validissimo mezzo di prevenzione contro l’insorgenza di trombosi, contratture muscolari o deformazioni articolari.

La kinesiterapia trova anche vasto campo di applicazione nelle malattie che colpiscono le articolazioni, come nella poliartrite cronica primaria, e nelle malattie degenerative delle articolazioni (ad es. l’artrosi) e dei tendini, oppure nella rieducazione post-traumatica degli arti immobilizzati da apparecchi gessati.

Altra applicazione trova nel campo delle malattie dell’apparato respiratorio. Alcuni esercizi respiratori, infatti, possono contribuire a potenziare e migliorare la ventilazione polmonare in malattie come l’enfisema o le bronchiti croniche, esercitando anche una benefica azione sulla circolazione polmonare.

Questo tipo di terapia è utile anche in gravidanza, sia come preparazione al parto, sia nel postpartum per ridare tono alla muscolatura dell’addome e del pavimento pelvico.

Da tutto ciò è evidente l’importanza della kinesiterapia nelle diverse tipologie di affezioni morbose, ma è anche utilissimo ricordare che essa, per essere realmente utile ed efficace, deve essere attuata sempre dietro precisa indicazione del medico e sotto la guida di un fisioterapista ed inoltre, essa ha soltanto un’azione riabilitativa e rieducativa sulla funzione compromessa, e che dunque non cura la malattia, ma le conseguenze che tale malattia determina.

MASSOTERAPIA


La massoterapia è un trattamento riabilitativo e preventivo. Per massaggiare si usa comunemente olio, crema, o talco, prodotti  selezionati in base alle finalità del trattamento e in relazione al tipo di cute da trattare. Un massaggio effettuato con sfioramento, frizione e pressioni leggere si trasforma quasi sempre in uno stato di rilassamento generale e di distensione psicofisica. Una seduta di massoterapia non è determinabile esattamente nella durata in quanto questa varia a secondo della zona da trattare, della patologia in atto, di come risponde il paziente, della sua sensibilità, della sua età e condizione generale. La determinazione del numero delle sedute e della durata del singolo trattamento sono sempre da programmare in base ai progressi ottenuti, anche se generalmente e per convenzione si fanno pacchetti di dieci incontri invitando il paziente a finire il ciclo anche se la sintomatologia è scomparsa, al fine di garantire un buon risultato duraturo. Se il paziente necessita di più di dieci sedute si interromperà il ciclo per una decina di giorni prima di iniziare il successivo. Il primo trattamento non sarà di lunga durata e neanche di grande intensità. La massoterapia ha una larga applicazione non solo nelle cure dei traumi e delle malattie, ma anche nella eliminazione della fatica, per aumentare le capacità di recupero e di lavoro degli atleti e per indurre rilassamento nelle persone tese e stressate. Sulla cute il massaggio produce una riduzione dello strato corneo, una migliore vascolarizzazione e un miglior trofismo, migliora l'elasticità, aumenta le funzioni specifiche (secrezione sebacea), facilita la penetrazione di sostanze, produce una vasodilatazione di tipo attivo con conseguente arrossamento, migliora la sensibilità  propriocettiva, dolorifica calorica. Sulla circolazione il massaggio ha un effetto prevalente sul circolo di ritorno, poco sui capillari. Sui vasi linfatici il massaggio ha un effetto favorevole. Migliorando la circolazione il cuore lavora meglio: aumenta la gittata per aumento del circolo di ritorno, diminuisce la frequenza e si abbassano le resistenze sia dei grossi vasi che dei capillari. Sul tessuto muscolare, il massaggio aumenta il trofismo e la capacità  di recupero in quanto il muscolo essendo riccamente vascolarizzato ed innervato trae beneficio dalle stimolazioni meccaniche che ne migliorano il tono. Sul sistema nervoso il massaggio agisce soprattutto sul dolore con effetto sedativo; lo scorrere delle manovre in modo calmo e continuo, determina un effetto rilassante per azione diretta sui muscoli. L'effetto migliore del massaggio è quindi quello rilassante che ha effetto sedativo e cinestesico coinvolgendo l'aspetto psichico. Tale aspetto è in stretta dipendenza dal rapporto che si instaura col terapista e l'ambiente.

La massoterapia si può effettuare con varie manualità  e tecniche di massaggio di vario tipo. Le manualità  comprendono: Sfioramento Sfregamento - Impastamento Pressione Percussione Vibrazione.


Sfioramento

Lo sfioramento è la manovra con cui si inizia e si conclude il trattamento. Consiste in uno scivolamento della mano sulla cute senza esercitare pressione. Ha funzione sedativa e prepara alle manovre più profonde.


Sfregamento

Aumentando la pressione si ottiene lo sfregamento, che è la manovra più importante in quanto precede e segue ogni altra manovra.


Frizione

Si distingue dallo sfioramento sfregamento in quanto la mano mantiene costantemente il contatto con la cute e agisce " frizionando" i piani superficiali e quelli profondi.


Impastamento

L'impastamento è una manovra applicabile solo dove è presente massa muscolare. Tale tecnica consiste nel pinzare, sollevare e spostare trasversalmente il muscolo esercitando una pressione del pollice contro le altre dita della mano contrapposta. Si hanno due forme principali di impastamento: superficiale e profondo. Il pizzicottamento, è invece un tipo di impastamento che si esegue generalmente su piccole zone ed è praticato sollevando cute e sottocute fra il pollice, l'indice e le altre dita adeguando la presa alla superficie da trattare. Su zone estese, si usa di norma l'impastamento profondo, con il quale si esercita un'energica pressione sul tessuto muscolare da trattare.


Pressione

Consiste in una pressione comprimente in senso perpendicolare alla cute del paziente. Si esegue con la mano che assume una forma diversa a seconda dell'estensione della ragione da massaggiare.  Segue il rilasciamento lento per la durata complessiva di pressione depressione di 10 secondi effettuata sempre con gradualità e delicatezza. Si utilizza per facilitare il riassorbimento in caso di edemi e di deficit vascolari. Questa tecnica ha anche una azione riflessa secondaria di tipo sedativo e può essere applicata in caso di traumi recenti di tipo legamentoso in cui non vi sia versamento ematico.


Percussione

Consiste in una serie di picchiettamenti rapidissimi e brevissimi eseguiti più o meno rapidamente e con intensità variabile usando le dita, il bordo della mano o le mani a coppetta. Gli effetti variano a secondo della forza usata: con i polpastrelli delle dita semiflesse si agisce in modo leggero e sedativo, con le mani a coppetta si crea un cuscinetto d'aria che rende più elastica la battitura e quindi più regolare e delicata, con la mano disposta a taglio e le dita rilassate si creano una serie di percussioni con effetto stimolante. In generale la percussione ne migliora la contrattilità e il metabolismo muscolare, migliora la vascolarizzazione muscolare ed è pertanto indicata in lesioni che hanno provocato ipotrofia. Vi è anche una azione stimolatrice sul sistema nervoso.


Vibrazione

La vibrazione consiste nel trasmettere movimenti brevissimi e rapidissimi.


RIEDUCAZIONE POSTURALE GLOBALE

Il Metodo Mézières

Il Metodo Mézières, in particolare, è indicato per normalizzare tutti i problemi osteo-muscolo-articolari ed ha come campo di applicazione quello della patologia funzionale: 

- Vertebrale: lombalgie, lombo sciatalgie, cervicalgie, cervicobrachialgie, etc.. 

- Articolare: periartrite scapolo-omerale, coxartrosi, gonartrosi 

- Muscolare: sindrome degli scaleni, sindrome dello stretto toracico superiore, sindrome dell’angolare. 

- Dismorfica: iperlordosi, ipercifosi, ginocchia valghe/vare, piede piatto/cavo.

Viene indicato, inoltre, per gli sportivi per la prevenzione di contratture, stiramenti, strappi, tendiniti e inoltre trova applicazione nell’ambito della medicina preventiva.

Secondo Françoise Mézières, creatrice e studiosa del Metodo, esiste una FORMA normale del corpo alla quale rifarsi e da confrontare con tutte le altre. Essa è quella che rispetta le proporzioni del “numero aureo”, usato dagli antiche greci nella scultura del periodo classico, molto caro a Leonardo da Vinci e considerato dalla ideatrice stessa “legge di armonia universale”. 

Secondo la Mézières è infatti la forma a governare la funzione e non il contrario; attraverso un costante miglioramento della forma, della quale la “statua greca” è il canone, ci si avvicina alla forma perfetta. 

A partire da questi presupposti tale Metodo ha lo scopo di “curare” la persona cercando di ripristinare la simmetria delle parti con un lavoro di rieducazione di tipo posturale attraverso esercizi che favoriscono l’allungamento dei muscoli privi di elasticità. 

I numerosi muscoli, specialmente quelli posteriori del corpo e dorsali, si comportano come un unico grande e potente muscolo in grado di deviare la corretta posizione di vertebre e capi articolari su cui hanno inserzione. 

Questo comportamento venne analizzato dalla Mézières attraverso uno studio minuzioso dell’anatomia e della cinesiologia muscolare, per arrivare a sostenere che ogni muscolo del corpo è collegato all’altro e sovrapposto come “tegole” di un tetto andando a costituire diverse catene muscolari: 

Catena posteriore 

Catena antero-interiore 

Catena brachiale anteriore 

Catena anteriore del collo. 

 

Queste catene si trovano sempre in una condizione di ipertonicità e costante retrazione e se non dovutamente corrette in allungamento possono causare tutta una serie di dimorfismi: scoliosi, dorso curvo, iperlordosi, ipercifosi etc… 

“Osservazione Principe”: è alla base dei compensi muscolari delle catene muscolari. Di seguito si può osservare il comportamento dei muscoli e delle catene muscolari mettendo in evidenza come ciascun muscolo è in relazione con l’altro. 

Comparsa di lordosi lombare dopo correzione anteposizione spalle.

Correzione iperlordosi lombare con flessione gambe e comparsa di iperlordosi cervicale.

Il Trattamento

Ciascuna seduta del Metodo Mézières inizia con l'osservazione del paziente.

Considerato che il recupero della forza e dell'elasticità e la riduzione del dolore dipendono dal ripristino della buona morfologia, il bilancio sarà essenzialmente morfologico.

Si comincia in piedi, poi piegati in avanti e infine sdraiati supini per terra.


Grazie all'osservazione, rapida e precisa, il terapeuta ha già una visione sintetica delle asimmetrie del paziente e delle difficoltà che potrà incontrare. Ha inizio così il trattamento: una successione di posture, proposte dal terapeuta e mantenute dal paziente.


Lo scopo delle posture è di allungare le catene muscolari facendo riferimento alla forma perfetta. Lo stiramento dei muscoli provoca però un certo disagio e quindi il corpo, in maniera del tutto incosciente, mette in atto tutta una serie di "compensazioni" per evitare l'allungamento che spesso si esprime in una sensazione di dolore. Si tratta di un dolore da stiramento muscolare che i pazienti descrivono come "un dolore che si sente che fa bene".



Le tre squadre di Mézières 

Le diverse posture che vengono proposte al paziente vengono indicate a seconda delle deformazioni del soggetto e delle modalità di compensazione che egli stesso utilizza per proteggerle.


Non esistono quindi delle posizioni standard. Non esiste nessuna ricetta, solo alcuni principi di base. In effetti ogni patologia ha una modalità di espressione simile: i sintomi della sciatalgia, ad esempio, sono riconoscibili come il dolore forte al gluteo, nella parte posteriore della coscia, laterale della gamba ecc..


L'accorciamento che provoca il dolore, però, si manifesta spesso in maniera diversa, perciò, due persone, con lo stesso dolore, ma con deviazioni dalla “forma” normale differenti, avranno bisogno di due sedute diverse.


In ogni seduta il terapeuta deve inventare, creare su misura una sequenza organizzata di esercizi posturali in funzione della situazione che si presenta.


IL METODO PILATES

Il metodo Pilates (detto anche semplicemente Pilates) è un sistema di allenamento sviluppato all'inizio del '900 da Joseph Pilates.


Pilates chiamò il suo metodo Contrology, con riferimento al modo in cui il metodo incoraggia l'uso della mente per controllare i muscoli.


È un programma di esercizi che si concentra sui muscoli posturali, cioè quei muscoli che aiutano a tenere il corpo bilanciato e sono essenziali a fornire supporto alla colonna vertebrale. Il metodo è indicato anche nel campo della rieducazione posturale.


In particolare, gli esercizi di Pilates fanno acquisire consapevolezza del respiro e dell'allineamento della colonna vertebrale rinforzando i muscoli del piano profondo del tronco, molto importanti per aiutare ad alleviare e prevenire mal di schiena.

Con questo metodo di allenamento non si rinforzano solo gli addominali ma si rinforzano anche le fasce muscolari più profonde vicino alla colonna e intorno alle pelvi.


Il punto cardine del metodo è la tonificazione e il rinforzo del Power House, cioè tutti i muscoli connessi al tronco: l'addome, i glutei, gli adduttori e la zona lombare.

Gli esercizi che si eseguono sul tappetino (Pilates Mat Work) devono essere fluidi e perfettamente eseguiti, devono inoltre essere abbinati ad una corretta respirazione.

Principi fondamentali

Il metodo Pilates non ha marchio di registrazione per cui ogni insegnante di educazione motoria lo può adattare al proprio stile e alla propria personalità, ma si deve rifare ai principi basilari del Pilates che sono sei:


1) la Concentrazione (Concentration), massima attenzione e concentrazione in ogni esercizio, la mente deve essere il supervisore per ogni singola parte del corpo;


2) il Controllo (Control), controllo su ogni parte del corpo, non si devono effettuare movimenti sconsiderati e trascurati;


3) il Baricentro (Centering o Powerhouse), sinonimo di Power House, visto come centro di forza e di controllo di tutto il corpo;


4) la Fluidità (Fluidity), questo principio è la sintesi di tutti i concetti precedenti;


5) la Precisione (Precision), ogni movimento deve avvicinarsi alla perfezione, un lavoro a circuito chiuso dove l'insegnante deve avere continui feedback dall'allievo;


6) la Respirazione (Breathing) sempre ben controllata e guidata dall'aiuto dell'insegnante come nella pratica dello Yoga (nello specifico nel Pilates si inspira nel cominciare l'esercizio e nel momento dello sforzo maggiore si espira, a differenza dello Yoga, si inspira con il naso e si espira sia con il naso che con la bocca e per ogni esercizio vi è un preciso ritmo).


Rieducazione posturale globale (RPG)

Alla base della rieducazione posturale globale c'è la teoria delle catene muscolari, definite come le macro unità funzionali che raggruppano diverse strutture (muscolari, tendinee, ligamentose e fasciali) e sono caratterizzate da azioni e funzioni motorie comuni e/o sinergiche.

La tecnica prevede una specifica metodica di valutazione del paziente strettamente legata al trattamento riabilitativo.

Questa tecnica, studiata per l'applicazione in patologie della colonna vertebrale, tra cui il dolore lombare cronico, e nello sviluppo della muscolatura toraco-addominale, permette di ottenere un riequilibrio funzionale dell'apparato muscolo scheletrico portando la postura del soggetto alla naturale fisiologia.


Approfondimenti

E’ un importante e rivoluzionario metodo riabilitativo che nasce da studi, ricerche biomeccaniche e neurofisiologiche del Professor Philippe E. Souchard, docente di fama internazionale che ha creato ed elaborato la Rieducazione Posturale Globale, fondando l’Universitè Internationale Permanente de Therapie Manuelle (Uiptm) con sede a Saint Mont, in Francia, centro di diffusione del metodo nel mondo.

La metodica viene insegnata e praticata in più di dodici paesi del mondo. La Rieducazione Posturale Globale, più frequentemente designata dalle sue iniziali R.P.G., nasce dal libro “Le Champ Clos” (Il Campo chiuso), pubblicato dal Professor Ph. E. Souchard nel 1981. L’R.P.G. ha come obiettivo finale il ripristino globale dell’equilibrio statico e dinamico del corpo, compromesso per l’intervento di spontanei meccanismi di difesa contro aggressioni esterne.

Il trattamento è qualitativo, basato su posture di stiramento progressivo attivo dei muscoli antigravitari (statici e di natura fibrosa), interamente gestite dal terapeuta con la partecipazione attiva del paziente.

La peculiarità dell’R.P.G. è di risalire dal sintomo alla causa; l’approccio della terapia è “globale” poiché gli stiramenti imposti si propagano fino alle estremità degli arti e durante la stessa postura vengono messi in tensione tutti i muscoli retratti interessati da una lesione.


La Rieducazione Posturale Globale si basa su tre principi fondamentali:

Individualità: ogni individuo è uguale solo a se stesso, e assume una varietà di adattamenti posturali che sono direttamente proporzionali al numero degli individui che rispondono in maniera soggettiva ai molteplici stimoli. Pertanto la tecnica non può essere standardizzata perché ognuno presenta adattamenti differenti in quanto soggetto attivo a livello conscio e inconscio dei propri riflessi.

Causalità: il trattamento correttivo non può essere indirizzato verso il sintomo. Frequentemente un dolore rachideo viene trattato unicamente con terapia antinfiammatoria o con altre terapie dirette al dolore. In tal caso non verrà eliminata la causa della patologia dolorosa e verranno sommati ad esso svariati compensi meccanici ed atteggiamenti antalgici che, messi in atto dalla struttura automaticamente ed inconsciamente, possono determinare nuovi dolori lontani dall’agente causante. Lo studio attento del paziente, biomeccanico e non solo, riesce sistematicamente a risalire alla causa del dolore, eliminando tutti i compensi messi in atto nel tempo.

Globalità: per ricreare l’equilibrio perduto è necessario lavorare attivamente su tutta la struttura osteomuscolare del rachide, degli arti superiori ed inferiori strettamente correlati ad esso. E’ evidente, quindi, quanto sia importante combattere ogni tipo di patologia agendo sul corpo nella più totale globalità, al fine di eliminare dolore e causa del sintomo.

Ricreando il giusto equilibrio corporeo si scongiura, inoltre, la possibilità di successive patologie e si dà alla persona la possibilità di interagire con l’ambiente esterno nel modo più libero possibile, con giusta conoscenza e consapevolezza della spazialità del proprio corpo. È pertanto evidente quale sia l’importanza di ricreare un equilibrio armonico che garantisca la biunivocità della componente psicofisica dell’uomo. La correzione della postura rende possibile questo meraviglioso connubio.

Sotto l‘aspetto scientifico, è estremamente importante studiare il paziente dal punto di vista della biomeccanica. È necessario individuare i tiranti “muscolari” responsabili dello squilibrio strutturale. L’attività statica e dinamica dell’uomo è resa possibile da complessi equilibri muscolari che possono subire alterazioni multifattoriali.

La Rieducazione Posturale Globale agisce attraverso posture di stiramento, attive, adeguate al’individualità del soggetto portatore di patologia, o di alterazioni morfologiche siano esse paramorfiche che dismorfiche. La peculiarità di tale metodo riabilitativo è restituire alla struttura l’equilibrio perso, puntando sulle tensioni neuromuscolari ed introducendo un lavoro essenzialmente attivo, globale, qualitativo.


Trattamento

Il principio dell’R.P.G. si basa sulle posture di stiramento muscolare attivo, le quali tendono a collocare in evidenza le catene di tensioni muscolari dei tendini e delle membrane che avvolgono i muscoli (che bloccano l’individuo in posizione di squilibrio). Le posture provocano l’allungamento attivo (partecipazione effettiva dell’individuo) e un posteriore rilassamento delle catene muscolari contratte e irrigidite. Per essere efficaci esse devono essere sistematicamente globali a differenza di altri tipi di trattamento. Una speciale attenzione è data alla respirazione. Le loro ripercussioni sono innumerevoli nelle sfere: motoria, statica, digestiva, circolatoria, mentale ed emozionale. Il buon funzionamento dei muscoli respiratori e principalmente del diaframma sono necessari ad un buon equilibrio. A quale tipo di paziente è destinata l’R.P.G.?

Portatore di algie (dolori) vertebrali cronici o acuti di origine reumatologica o traumatica (ex. Spondilartrosi, ernia del disco etc.)

Dolori e patologie articolari degli arti superiori e inferiori (ex. coxartrosi etc.)

Contratture muscolari – Squilibri vertebrali ed eventuale sintomatologia (ex. Ipercifosi, lordosi e scoliosi etc.)

Disfunzioni respiratorie – Postumi di traumi e malattie neurologiche

Deviazioni e deformazioni ortopediche nell’adulto e nell’adolescente (ex. Piedi piatti, cavi; ginocchio valgo o varo etc.)

Ripercussioni sullo schema corporeo dovute ad alcune malattie psicosomatiche.

Riequilibrio muscolare dello sportivo

Preparazione al parto L’R.P.G. è destinata a tutti gli individui, sia nella prevenzione che nella cura: l’aspetto individuale e progressivo di questo metodo permette di adattarlo a ciascun caso.

I bambini, a partire dall’età di otto anni, ne traggono un largo beneficio in funzione di una miglior coscienza dell’immagine e dello schema corporeo; e così gli adulti che, pur in assenza di dolori o altri sintomi, vogliono ottenere un miglior equilibrio e vivere in armonia con il proprio corpo.

Quante sessioni sono necessarie? 

Dipende dal grado degli squilibri e dei sintomi nonchè dall’anzianità degli stessi. E’ certo tuttavia – e l’ormai consolidata sperimentazione lo conferma – che, dopo le prime tre/quattro terapie, il paziente consegue un manifesto beneficio. Il trattamento ha effetti durevoli? Ottenuto con la terapia il riequilibrio e l’armonizzazione delle strutture, il sintomo si risolve con la presa di coscienza del corretto schema corporeo; il trattamento deve tuttavia proseguire per un tempo sufficiente perché i nuovi riflessi propriocettivi possano essere integrati e definitivamente acquisiti.